Educazione Cittadinanza Territorio
L'esperienza di Ostia

Il primo piano territoriale ha prodotto una esperienza inedita di lavoro in rete capace di connettere organizzazioni molto diverse dentro una progettualità comune.

Per il bando si è costituita una ATI formata da realtà afferenti al mondo del volontariato, dell'associazionismo culturale, della cooperazione sociale del mondo laico e cattolico, in seguito ad un processo di progettazione largo, partecipato e continuato nel tempo.

Il progetto denominato "Simeone N." ha realizzato 4 centri per l'infanzia e l'adolescenza dislocati in diversi quartieri del territorio (C. Bernocchi, Acilia, Ostia levante e ponente) impegnando professionalità differenziate (psicologi, educatori, operatori sociali, operatori di rete, animatori, sociologi) in un processo complesso di animazione socio - culturale della Comunità.

Processo sostenuto da un approccio progettuale e metodologico organico nella analisi dei bisogni e fondato sul principio della attivazione e del protagonismo, dei beneficiari innanzitutto (i minori) e conseguentemente delle reti naturali che intorno ad essi si costituiscono.

La filosofia del lavoro di rete, principio ispiratore dell'intero progetto, ha inteso connettere sistemi tra loro intersecanti (famiglia, scuola, territorio) facilitando l'individuazione di obiettivi comuni sui quali costruire percorsi di cittadinanza attiva e sensibilizzazione civica.

A tal fine è stato costituito l'Osservatorio sui minori, strumento di ricognizione critica e riprogettazione generale delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza, destinato a divenire strumento permanente del territorio e di utilizzo comune.

Le azioni rivolte al Target Group (0-18 anni) sono spaziate dal baby massaggio alle iniziative sportive, di educazione ambientale, ludico - creativa, interculturale e civica.

La peer education e la promozione della cultura dell' affido sono da annoverare tra le iniziative più innovative del progetto, come anche la promozione di iniziative multiculturali e di azioni complesse e di sistema come i progetti legati ai carnevali locali e i centri estivi sul mare.

Tra gli elementi critici del progetto sono da ricordare le difficoltà di ordine economico e organizzativo originate da fattori quali la complessità territoriale, i ritardi burocratici nel pagamento delle fatture ed un alto grado di eterogeneità nella composizione dell'ATI.

Il secondo piano territoriale della L.285 rilancia alcuni obiettivi programmatici del primo piano, individua lacune strutturali dei servizi per i minori (per es. case famiglia, educativa di strada, centri di integrazione per l'handicap) su cui investire fondi consistenti e progettualità di rete.

Attualmente i progetti del secondo piano sono in fase valutativa.