Grazie Paolo sono contento di poter confrontare i miei pensieri,perché è questo a cui tengo,dire la mia e confrontarla con quella degli altri per capire cose che non capirei se mi chiudessi nelle mie convinzioni.Come prima cosa ci tenevo a chiarire che non ho mai voluto fare di tutta l’erba un fascio,anche perché ognuno di noi è unico,ma dovevo generalizzare per spiegarmi,spero la cosa non si sia fraintesa.Sono d’accordo con quello che dici, e il non aver parlato di certi argomenti collegati al sogno come il viaggio è dovuto solo a un fraintendimento di spazi su cui scrivere,mi sono contenuto in una pagina perché non sapevo di quanto spazio avessi a disposizione.
Sai amico,credo anch’io che non arriverei da nessuna parte se a viaggiare sono solo e non scambio questa necessità di compagnia e condividere le mie felicità con gente a cui voglio bene, con la debolezza di non riuscire a fare da solo, come falsamente sembro voler dimostrare con la mia solitudine ed il mio orgoglio, ma in realtà l’uomo da solo non è niente.
Forse la voglia di riscatto che ho dentro mi porta spesso a compiere i miei viaggi da solo.
Forse questo mio “criticare” gli altri di non credere nei propri sogni è dovuto al fatto che io un sogno ce l’ho e che ho intenzione di realizzarlo,e lo faccio giorno per giorno.Credo che in fondo sia questo lo scopo della vita, il nostro lavoro deve essere trasformare i nostri sogni in realtà.
Io personalmente non mi sono mai rinchiuso nel mio sogno per nascondermi dalla realtà ma ho sempre cercato di scontrarlo con quest’ultima per avere più forza.
Vedi Paolo,purtroppo non riesco a staccarmi dalla mia rabbia e da l’odio che provo verso certa gente e certe persone, a volte divento un parassita del mio dolore, e divento amico solo di me stesso, so che è sbagliato ma non è facile superare certe corazze o meglio certe difese che ti porti da quando sei bambino.
Vedi, a volte mi considero un paradosso di me stesso, ho voglia di spaccare, di arrivare solo con le mie forze per poi poter mandare a fare in culo tutta la gente che non ha mai creduto in me, ma dentro io voglio arrivare circondato da persone a cui voglio bene, per poter condividere le mie gioie, e la mie felicità, altrimenti non so che farne di un momento di gloria che vive solo dentro di me, non sono nato solo in questo mondo,si è per forza condizionati dagli altri. Personalmente nella vita condivido con le poche persone a cui voglio veramente bene solo la mia felicità, i rancori e le frustrazioni preferisco risolvermeli da solo. Credo che non è poi così difficile essere felici in fondo mi basta stare con i miei fratelli (amici) magari aiutare chi è in difficoltà “anche se il più delle volte ci si aspetta un ringraziamento che non c’è” non ha importanza io so di aver fatto una cosa giusta e sto bene con me stesso, e credo che stare bene con se stessi e volersi bene sia il primo passo per essere felici, è troppo facile confidare negli altri ed attaccarsi ad altre persone perché si sta male,è quando si sta veramente bene con se stessi che se inizio ad amare una persona e a volergli bene quel sentimento acquista il giusto valore, quindi ora preferisco starmene da solo.
Ehi Paolo,io credo negli adulti come te, perché non hanno ucciso il bambino che hanno dentro!
Io ho un sogno, faccio Rap, scrivo i miei testi soprattutto per necessità, e purtroppo solo io so quanto fuoco ho dentro e voglia di arrivare, ma il mio sogno non è arrivare ad essere una grandissima RapStar, voglio solo cantare le mie cose davanti alla gente,voglio essere ascoltato perché sento dentro che ho qualcosa da dire a confronto di tanti buffoni che scimmiottano su un palco.
Sento di essere portato per quello che faccio, non è arroganza Paolo, so distinguerla è qualcosa che viene da dentro,quella parte di noi che ti fa rinascere ogni volta che si accende se fai qualcosa in cui credi! E’ anche la voglia di sputare tutto il veleno che ho dentro, per non continuare ad intossicarmi.
Per quanto riguarda la libertà è un concetto ancora troppo grande, perché non voglio parlare della libertà superficiale che quasi tutti noi ragazzi cerchiamo, perciò non sono ancora pronto per confrontarmi con questo voglia che appartiene a tutti.Ah, mi chiedevi il mio nome, non è che non mi rivelo, non mi nascondo dietro questo soprannome, mi chiamo Emanuele Velluti, ma non l’ho mica scelto io questo nome, ci terrei che mi continuassi a chiamare Keno, Ken equivale a pugno, la o sta per lo zero, il mio numero, in poche parole il colpo dello zero, come dice un canzone di Marco Masini “…si tutti numeri uno e va bene così, ma come fate a far dieci a far cento a far mille miliardi senza gli zero”
Bella zio!
P.S. ah un ultima cosa, potresti evitare di scrivere “caro Jackal Keno” bho mi suona strano. :)