Gli interventi ed il dibattito |
17/07/03 rischiare per la propria vita di jackal Keno |
10/07/03 Carissimo Keno nuovo intervento di Paolo Raciti |
13/06/03 Grazie Paolo , Jackal Keno risponde e noi pubblichiamo l'ultima puntata di una corrispondenza molto avvincente |
12/06/03 Pubblichiamo 2 interventi di Paolo Raciti: Patto intergenerazionale : un ipotetico dialogo tra adultità ed adolescenza Caro Jackal Keno: risposta all'articolo del metagiornale "E' tempo di scegliere" |
alcuni degli interventi della tavola rotondaCos'è e cosa non è ETC di Marco Roncaccia
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Il dibattitoLa tavola rotonda di sabato mattina ha visto la riapertura di un dibattito che a Roma mancava da tempo quello sul senso dell'Educare e dell'essere (o non essere ) educatore. Nonostante i toni, in alcuni passaggi forse troppo aspri, ritengo che questo possa rappresentare un qualcosa di fortemente positivo per la rete E.T:C. che di questo dibattito sentiva una forte necessità e per la "comunità educativa" cittadina che spero tragga da questo degli utili stimoli di crescita. Tutto è nato da due possibili accezioni della parola Educare: Trarre o Condurre fuori (Il dizionario della lingua italiana di G.Devoto e G.C. Oli per non fare torto a nessuno li riporta entrambi) e dalle rispettive visioni del lavoro educativo che ne deriverebbero. Da una parte Educazione come "maieutica" e quindi un lavorodi sollecitazione del soggetto pensante alla ricerca della verità e dall'altra un "Condurre" da parte dell'adulto attraverso la narrazione della vita non tanto orientata alla costruzione di risposte quanto alla formulazione corretta di domande. Personalmente mi schiero con il dizionario!!! Nel senso che non vedo una inconciliabilità tra i due approcci ma una differenza di focus: da una parte l'empowerment del soggetto e dall'altra la responsabilità ed il ruolo dell'adulto nell'educare. In effetti l'unico modo di rendere queste posizioni inconciliabili ed impedire che siano feconde di riflessioni utili è la estremizzazione della posizione dell'interlocutore nonchè la creazione di categorie forzate quali quella "dell'adulto che abdica alla sua adultità e si fa fuori tempo massimo adolescente" o quella di "educatore che considera gli educandi delle teste vuote da riempire con i suoi cointenuti". Basta rileggere le definizioni di poco sopra per appurare quanto queste categorie siano erronee e fuorvianti, soprattutto in relazione a quanto quotidianamente si vive in quei progetti che a Roma utilizzano strumenti come il calcio, la musica, i video per articolare percorsi educativi al cui centro ci sono contenuti relativi alle regole, ai diritti, alla cittadinanza . Se potessi stabilire delle regole per il dibattito proporrei l'abolizione delle due categorie di "colui che abdica" e "colui che riempie teste vuote". Cercherei piuttosto di fare come quando due persone di nazionalità diverse, che so, un francese ed uno spagnolo, cercano di comunicare tra loro non conoscendo l'uno la lingua dell'altro. La comunicazione è basata sulla ricerca di sinonimi delle parole incomprensibili per l'interlocuore con l'obiettivo di trovarne alcune con la radice latina in comune. La comunicazione diventa così possibile e potrebbe addirittura diventarlo quella "promessa comune" che, come dice Paolo Raciti, è all'origine della parola "Compromesso" e che è uno dei motivi dell'esistenza di questo sito e del network E.T.C. Marco Roncaccia
Se vuoi contribuire alla discussione invia il tuo intervento da pubblicare via mail a marcoronc@tiscali.it |
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