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Voi adulti
siete i custodi delle nostre radici.
Nella memoria dei sentieri da voi percorsi rendete possibile l’esistenza
della nostra origine.
Abbiate cura di questa memoria.
Abbiate il coraggio, la passione e la tenerezza che accompagnano
sempre la consegna ad altri delle cose care; e con coraggio, passione
e tenerezza consegnateci la memoria da voi custodita, perché
noi possiamo, finalmente, trasformarla in un futuro comunemente
abitabile.
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Voi giovani, nella
cui attesa abbiamo percorso il tempo della nostra vita, impastate
il futuro che noi non vedremo con la memoria che ora vi consegniamo.
Ve lo diciamo, essa non renderà più morbido il vostro
impastare, ma più aspro, a volte più duro. Perché
la memoria che vi consegniamo è ricca di passione e di
fatica generativa, ma anche di contraddizioni e di speranze spesso
tradite. E tuttavia è lei il lievito del futuro che ci
attende: accoglietela e impastatela con le vostre speranze, sino
a che non sia più possibile distinguere l’una dalle
altre. Vorrà dire, allora, che ancora una volta il futuro
comune si è reso narrabile. E noi lo vivremo nella vostra
narrazione.
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Spesso si dice di voi
adulti che non sappiate più ascoltare, ed è vero…
Perché non ascoltate?
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Ma l’altro lato
della medaglia, cari giovani, nasconde spesso la vostra incapacità
ad accompagnare le vostre azioni con parole rivelatrici. E allora,
perché non parlate?
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Vi chiediamo, allora,
cari adulti compagni del nostro fiorire, di riscoprire la capacità
e la magia dell’ascolto.
Per questo ci impegniamo ad accompagnare le nostre azioni con
parole rivelatrici.
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E a voi chiediamo,
cari giovani, consolazione del nostro partire, di riscoprire il
miracolo della parola.
Per questo ci impegniamo a mettere a tacere la nostra ansia di
com-prensione, di presa rassicurante degli eventi in una totalità
di significato.
E così restiamo in attesa della vostra rivelazione.
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Cari adulti, ci narrerete
ancora della speranza nonostante il mondo quotidianamente ci rinvii
segni della sua impossibilità?
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Cari giovani, la speranza
di cui, nonostante…, vi vogliamo narrare è una speranza
debole, che si nutre di domande buone e non di risposte.
Custodirete con noi le domande buone che fanno vivere la speranza
paradossale?
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Cari adulti, ci impegniamo
a custodire con tenerezza le domande buone della speranza che
sopravvive al prorompere della violenza
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Cari giovani, ci impegniamo
a non cessare mai di narrarvi la possibilità paradossale
della speranza nelle fratture profonde che segnano il nostro tempo
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Cari adulti,
cari giovani, sapremo dirci reciprocamente, l’uno a l’altro,
“spero in te per noi”?
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Cari giovani, vi abbiamo
spesso parlato del potere ma abbiamo esercitato solo potenza:
ci saprete perdonare? Abbiamo spesso esercitato potenza e spesso
abbiamo rinunciato alla possibilità di dare inizio: saprete
imparare dai nostri errori?
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Cari adulti, spesso
abbiamo voluto emulare la vostra potenza dimenticando la possibilità
che abbiamo tra le mani di generare il nuovo: non sia la delusione
l’ultimo vostro sguardo verso di noi!
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