Gruppi di lavoro
Gruppo di lavoro
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Tracce di lavoro
Interventi preordinati
Tra scuola e territorio: restituzione d’identità
Proposte di metodologie più attente alla partecipazione attiva degli attori del processo educativo

educazione

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territorio

La forma classica d’intervento sui giovani, ci parla tradizionalmente di un percorso che parte dall’istituzione scuola e tramite gli operatori sociali sul territorio arriva ai giovani destinatari degli interventi.
Intorno a questo modello, si instaura una dinamica di comunicazione tra i tre poli in questione, che priva i destinatari dell’intervento di potere (e quindi d’interesse) sul percorso e sui contenuti dell’intervento “educativo”. Tale modello ignora o vuole ignorare che non esiste reale partecipazione, se non esiste libertà di progettare. Non c’è libertà di progettare se non c’è libertà di accesso ai percorsi decisionali e al sapere tecnico.
Il concetto di partecipazione, consiste nell’allargare il coinvolgimento agli attori, in un gioco in cui si partecipa per rimodellare le rispettive identità nel senso di una progettazione realmente partecipata ed informata, in cui l’attivazione dei ragazzi può generare soluzioni non ancora elaborate dal sapere codificato di istituzioni o di “esperti”. Soluzioni che provengono proprio dalle competenze dei vissuti di chi il problema lo vive direttamente.

1) l'esperienza di sostegno al contesto (a cura del progetto sostegnmo al contesto)


-2) un giornale contro la dispersione (marina tutino)

La scuola ed i processi di tessitura del legame sociale.

Educazione

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Cittadinanza

L’attuale fase storica è caratterizzata da una trasformazione delle categorie di scuola e cittadinanza. La prima , sempre di più privata delle risorse e della sua funzione educativa sembra essere relegata a “contenitore ” del tempo e dello spazio delle nuove generazioni. La seconda diventa la linea di demarcazione tra il gruppo sociale degli “aventi diritto” e quello degli esclusi. In questo quadro si sviluppano esperienze che mirano ad una ritessitura inclusiva del legame sociale

1) l'inclusione sociale dei rom nella scuola (Remo Marcone e Davide Zaccheo)


2) i laboratori sul conflitto. alcune tecniche ispirate dalle artiterapie (Simona Tolli)

Storia di un albero di quartiere

territorio

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cittadinanza

Pianto un albero, nel mio quartiere in cui ci sono molti palazzi, un centro commerciale, qualche negozio, la scuola e il capolinea dell’autobus.
Desidero fortemente che cresca un parco alberato con spazi verdi, attrezzature per il gioco, lo sport, la musica e il teatro.

Nel piano regolatore il parco non era previsto o forse si…..Ci sono moltissimi bamibini e bambine da queste parti, e poi molti amano la bicicletta, il passeggio con i cani, le piccole escursioni. Mi adopero per tutto cio’, esprimendo la mia cittadinanza, che cresce insieme all’albero, al parco, ai bambini che lo frequentano. E cosi arriva anche la pista ciclabile, gli spazi attrezzati, il teatro.

Il parco è parte del mio ecosistema di vita: è frutto dei miei desideri e dunque lo curo come un oggetto caro a cui mi sento appartenere, in quanto rappresenta la volonta’ di cambiamento, il vissuto, la storia sociale di un numero significativo di persone. È il simbolo vivente della mia cittadinanza: della capacità individuale e di gruppo di attivarsi costruendo percorsi comuni.

Ho conquistato un parco per il mio territorio, sottraendolo a speculazioni edilizie, oppure all’incuria di Istituzioni e cittadini.
Il nostro quartiere, ora, è piu’ vivibile, piu’ accogliente. Sento crescere un legame che chiamo senso di appartenenza.

Piantare alberi è non solo una metafora ma soprattutto una pratica diretta, partecipata di cittadinanza attiva. Piantando quell’albero ho capito che dal basso, costruendo “reti”, possiamo re-inventare una città piu’ bella. Per i bambini e le bambine innanzitutto.

1)l'esperienza delle reti locali del tredicesimo municipio (filippo Lange, Franco Alberti)


2) l'educativa territoriale e mediazione sociale. le sinergie (antoni antolini)