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Mai come in questo
caso il termine adozione viene usato a sproposito, ciò a cui
ci si riferisce comunemente con questa definizione, infatti, non ha
nulla a che vedere con l'adozione, si tratta invece di una forma di
beneficenza individualizzata che gli organismi più coinvolti
non chiamano adozione ma più correttamente "sostegno a distanza".
Consiste in un'offerta di denaro periodica, destinata ad un bambino,un
ragazzo o un adulto nel suo luogo d’origine,senza sradicarlo dal
contesto in cui vive, nel rispetto della sua condizione e della sua
cultura. Si effettua attraverso l'intermediazione di organismi privati,
laici o religiosi, e non da luogo a nessun legame giuridico. Semplicemente
si da ordine alla propria banca di accreditare mensilmente una certa
somma (in media si aggira intorno ai 25 Euro) a favore di una certa
organizzazione, che spesso invia nome e fotografia del bambino destinatario
dell'aiuto e notizie periodiche sulla sua situazione personale.
I donatori sono solitamente informati sull’impiego del denaro
offerto e, generalmente, la corrispondenza avviene tramite il coordinatore
locale. E’ anche possibile aderire ad un progetto collettivo aiutando
un’intera comunità, un ospedale, una scuola. Oppure scegliere
un programma sanitario o culturale.
L’ultimo censimento effettuato dal “Forum delle organizzazioni
per le adozioni a distanza”, rivela che le aree del mondo in cui
operano le associazioni, sono: L’Africa e l’America latina
(63%), l’Asia (40%), l’Est europeo (30%) e il Medio oriente
(13%).
In Italia le associazioni risultano concentrate soprattutto nel Nord
Ovest (35%) ed al Centro (34%) in queste zone, infatti, sono presenti
i due soli centri di coordinamento nazionale: il “Cisd”,
Comitato italiano sostegno a distanza che ha sede a Milano e “La
Gabbianella” che si trova a Roma.
Attenzione però
un business gigantesco può celarsi dietro ad alcune organizzazioni
senza scrupoli è fondamentale, pertanto, rivolgersi ad enti ufficialmente
accreditati.
Infine va precisato che a questa forma di solidarietà bisognerebbe
avvicinarsi con disponibilità e rispetto; non è detto
che, grazie alla sottoscrizione, si debba automaticamente avere diritto
a ricevere lettere e foto.
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