L’Adozione Internazionale

( Legge 476 del 31/12/98)

I coniugi che intendono adottare un minore straniero devono presentare dichiarazione di disponibilità al tribunale per i minorenni del distretto in cui hanno la residenza chiedendo così che lo stesso dichiari la loro idoneità all’adozione. I sevizi socio assistenziali degli enti locali procedono alla preparazione degli aspiranti all’adozione, all’acquisizione di ogni elemento utile per la valutazione da parte del tribunale per i minorenni della loro idoneità all’adozione a cui, al termine, trasmettono una relazione completa entro i quattro mesi successivi alla presentazione della dichiarazione di disponibilità. Il tribunale dei minori, ricevuta la relazione, sente gli aspiranti all’adozione e pronuncia entro due mesi successivi decreto motivato attestante la sussistenza o l’insussistenza dei requisiti per adottare. Il decreto di idoneità ad adottare ha efficacia per tutta la durata della procedura che seguirà e che deve essere promossa dagli interessati entro un anno dalla comunicazione del provvedimento. A questo punto gli aspiranti all’adozione devono conferire incarico a curare la procedura di adozione ad uno degli enti autorizzati iscritti all’albo della commissione per le adozioni internazionali.
Il ruolo degli enti autorizzati è quello di:
? informare gli aspiranti sulle procedure che inizieranno e sulle concrete prospettive di adozione
? organizza corsi di preparazione all’adozione avvalendosi anche della collaborazione di coppie che hanno a loro volta vissuto l’esperienza del percorso adottivo
? svolgere le pratiche per l’adozione presso le competenti autorità del Paese indicato dagli aspiranti all’adozione purché sia tra quelli con cui l’ente intrattiene rapporti
? accompagna e sostiene la coppia, su richiesta degli adottanti, all’ingresso del minore in Italia
I costi sono stati “calmierati” dalla commissione delle adozioni internazionali.
Le nuove tariffe in Italia sono suddivise in tre fasce secondo la qualità delle prestazioni. I parametri sono, ad esempio, il personale dell’ente e le sue strutture, la specializzazione dei consulenti, la durata dei corsi ecc

a) Fascia minima, circa 1.360 euro
b) Fascia media, 2.325 euro
c) Fascia alta, 4.100 euro
A questi si sommano i costi all’estero che vanno da un minimo di 3.500 euro (Marocco, Thailandia, Albania, Moldavia) fino ad un massimo di 9-10 mila euro (Honduras, Nepal, Bolivia e Russia)
I tempi di attesa, una volta conferito l’incarico ad un ente autorizzato, non sono facilmente prevedibili anche se si sono notevolmente ridotti rispetto al passato. Si può fornire un’idea indicando un lasso di tempo che va dai 9 mesi ai 4 anni.